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Giovedì 19 Gennaio 2012 14:37 ENRICO Lanfossi
  • La consulenza tecnica non costituisce giudizio in quanto il giudizio è contenuto nella decisione del magistrato che è il solo obbligato ad esprimerlo.
  • La consulenza tecnica non è una prova in sé, è semmai un mezzo di controllo della prova affidato ad un tecnico di particolare competenza in materia.
  • Il magistrato può disattendere le conclusioni della consulenza tecnica anche se ha l’obbligo di illustrare le ragioni tecnico giuridiche per le quali ritiene di non accogliere le conclusioni del suo ausiliario.

Nei casi di separazione o divorzio dei coniugi, nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano, è previsto che ogni decisione inerente i figli avvenga nell’esclusivo interesse dei minori.
Nel corso di una causa di separazione o divorzio, il giudice, ai fini di pervenire ad una composizione del conflitto coniugale per determinare il migliore progetto educativo (che comprende la domiciliazione e le modalità di rapporto con ciascun genitore) a favore dei figli, ha facoltà di avvalersi di esperti dotati di cognizioni scientifiche particolari, ciò in quanto i problemi posti dagli accennati conflitti non possono trovare idonee soluzioni solo in base alla mera conoscenza di norme di legge, o cognizioni di comune esperienza.
Nel caso in cui venga disposta una perizia dal giudice, si ha una operazione tecnica che si attua nel quadro di riferimento teorico della psicologia, ma che non necessariamente è affidata dal giudice ad uno psicologo.
Le persone che in materia abbiano una particolare competenza, vengono chiamate consulenti tecnici di ufficio (CTU).
A seguito di una separazione consensuale il giudice normalmente non ricorre alla CTU, ma ogni qualvolta si viene a creare un contrasto tra le parti è prassi giurisprudenziale nominare un CTU. Il magistrato ha comunque facoltà e non obbligo di farsi assistere dal CTU quando lo reputi necessario.
L’ordinanza di nomina è emessa dal giudice e firmata dal cancelliere ed è notificata al perito da un ufficiale giudiziario, e reca la data in cui è stata emessa. L’ordinanza di nomina è il primo atto che avvia la perizia.
Ricevuta la nomina di incarico, il perito si presenta al giudice, il quale gli fa prestare giuramento.
In presenza del giudice, degli attori, degli avvocati, dei periti di parte (qualora siano stati già nominati), viene comunicato al CTU il quesito o i quesiti, per cui è stato convocato.
Viene inoltre concordato (tra il giudice e il CTU), un termine per presentare la relazione finale, e viene autorizzato il perito a procedere (il termine per presentare la relazione varia a seconda dei casi dai 30 ai 60-90 giorni salvo proroghe ulteriori).
Nel caso in cui il CTU ritenga di dover prorogare i termini della sua consulenza dovrà fare istanza in bollo e depositarla presso la cancelleria. Solo il giudice può modificare i tempi della consulenza.
Il quesito è formulato e verbalizzato il giorno della prima udienza. E’ formulato dal giudice al CTU, in presenza dell’attore e del convenuto, degli avvocati e dei CTP qualora una parte o entrambe le parti in causa ne abbiano chiesto l’assistenza.
Sarà buona norma del CTU, all’inizio delle operazioni peritali, concordare con i consulenti tecnici di parte, nell’ambito di una riunione apposita, l’intero svolgimento (date, luogo e metodo) delle operazioni stesse. L’omissione della comunicazione ai CTP della data e del luogo di inizio delle operazioni peritali rende nulla l’intera consulenza.
Il CTU può durante la perizia avvalersi di altri collaboratori senza però demandare ad altri l’espletamento dell’incarico a lui affidato. L’utilizzo di esperti esterni per particolari indagini (si pensi alla somministrazione di test) può avvenire, per prassi, senza previa autorizzazione del giudice. Quest’ultima è opportuno chiederla quando le indagini risultino particolarmente dispendiose (si ricorda che è il giudice che liquida la notula).
Infine un’altro aspetto che il CTU deve tenere presente è quello di seguire il principio del contraddittorio e pertanto fare in modo che i CTP siano sempre presenti, sempre se tale è la loro intenzione.

 
Lunedì 16 Gennaio 2012 15:42 ENRICO Lanfossi
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Come calcolare i rimborsi per gli spostamenti: pubblicate le tabelle ACI per il 2012

I costi chilometrici sono necessari per quantificare l'importo dei rimborsi spettante ai professionisti o ai dipendenti che utilizzano il proprio veicolo svolgendo attività a favore del datore di lavoro

 Sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2011 è stata pubblicata una prima versione delle tabelle relative al 2012 che contenevano alcuni errori; sulla Gazzetta del 9 gennaio 2012 è stata pubblicata la versione corretta.
Le tabelle sono relative a:

  • autovetture a benzina in produzione
  • autovetture a benzina fuori produzione
  • autovetture a gasolio in produzione
  • autovetture a gasolio fuori produzione
  • autovetture a GPL - metano in produzione
  • autovetture a GPL - metano fuori produzione
  • autovetture ibridi ed elettrici
  • motoveicoli

Tutti gli importi sono comprensivi di IVA; per gli autofurgoni sarà possibile richiedere il calcolo sia al netto che al lordo dell’IVA, spuntando l'apposita casella.
E' possibile effettuare il calcolo anche direttamente on-line sul sito dell'ACI.

Clicca qui per effettuare il calcolo on-line

 
ENRICO Lanfossi
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Tratto dal Sole 24 Ore di Giovanni Negri

Tariffe addio. Senza eccezioni. Obbligo, con esplicita rilevanza deontologica, di concordare con il cliente il preventivo della prestazione. Tirocinio anche negli ultimi anni di università. Aumento del numero dei notai. Tutela contro le clausole vessatorie nei rapporti con i professionisti.

La bozza di decreto legge sulle liberalizzazioni interviene anche sul fronte, cruciale, delle professioni. E lo fa a partire da uno degli snodi, anche mediatici, più evidenti, quello delle tariffe. A venire cancellati sono così tutti i parametri, sia minimi sia massimi, compresi quelli per la determinazione degli onorari dovuti ai notai.

Di conseguenza, a venire modificato è anche il Codice civile: nell'articolo 2233 viene così azzerato il riferimento alle tariffe professionali del primo comma e stabilito che il giudice, quando il compenso non può essere determinato secondo gli usi, decide secondo equità e non più con la precedente acquisizione del parere dell'ordine professionale di riferimento.

Parere che diventa inutile anche nell'ambito della domanda di decreto ingiuntivo indirizzato a ottenere il pagamento di quanto dovuto. Sparite le tariffe, il provvedimento si pone però l'ovvio problema della trasparenza, risolvendolo con l'introduzione di un vero e proprio obbligo, con rilevanza deontologica in caso di trasgressione, di stesura del preventivo della prestazione e di comunicazione al cliente.

Il professionista dovrà poi obbligatoriamente informare il cliente dell'esistenza di una copertura assicurativa, della sua durata e del relativo massimale, posta a garanzia della capacità di risarcimento dei danni provocati alla clientela nell'esercizio dell'attività.

Con l'eccezione delle professioni mediche e sanitarie, poi, la bozza di decreto apre alla possibilità di svolgere i tirocini già durante gli ultimi anni del corso di laurea. Una disposizione che, nelle intenzioni del Governo, punta alla "democratizzazione" delle professioni, non facendo pesare sulle famiglie per troppo tempo il costo della preparazione, senza compromettere la qualità della formazione stessa.

La norma introduce, pertanto, la possibilità per le università di inserire nei propri statuti e regolamenti la possibilità per lo studente di svolgere tirocinio o pratica finalizzati all'iscrizione nell'albo professionale nel corso dell'ultimo biennio di laurea specialistica o magistrale.

Sul fronte dei notai, l'intervento ne amplia la pianta organica di 500 unità portando a 1.500 il totale dei posti da coprire per concorso. In questo modo si attuerà un'estensione dell'esercizio della funzione di notaio anche oltre il territorio del distretto in cui è collocata la sede sino a farla coincidere con l'«intero ambito territoriale della corte d'appello nella quale tale distretto è ubicato».

Un concorso all'anno per quest'anno e i prossimi 2 dovrebbe permettere di coprire interamente la pianta organica. Aumentato anche il numero di giorni di assistenza obbligatoria del notaio nella sua sede e limitata la facoltà di apertura di uffici secondari che potrà invece avvenire solo nel distretto di appartenenza: «Ciò per contemperare l'attuazione dei principi sopra richiamati (presenza diffusa in tutto il territorio, ndr) con l'esigenza di garantire il buon andamento della funzione pubblica notarile mediante il diretto e immediato contatto tra il notaio e l'utenza nello studio che egli è obbligato a tenere aperto nella sede assegnata».

Tratto da Ilsole24 ore del 12 gennaio 2012 a firma di Giovanni Negri

Scarica la bozza del decreto
 
Mercoledì 11 Gennaio 2012 13:56 ENRICO Lanfossi
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Ordini professionali , soppressa la funzione di controllo sulla pubblicità legale

Nel bollettino edizione speciale del 9 gennaio 2012 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha segnalato alle istituzioni rappresentative le indicazioni di cui dovrebbe tenersi conto nel disegno di legge per la concorrenza e il mercato. Si tratta di un pacchetto di misure che coinvolgono più fronti, 

In particolare nel settore delle libere professioni l’Autorità ritiene che, al fine di completare il processo di modernizzazione già avviato e consentire ad esso di svolgere un ruolo adeguato di sostegno alla crescita nel Paese, si rende necessario:

  1. l’abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario e, conseguentemente, l’abrogazione dell’art. 3, co. 5, lett. d), del D.L. 138/2011 (conv. in L. 148/2011), nella parte in cui prevede che in caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico e nell’ipotesi di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell'interesse dei terzi, si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;
  2. l’esclusione della funzione disciplinare in capo agli Ordini, da attuarsi mediante modifica dell’art. 3, co. 5, lett. f), del. D.L. 138/2011 (conv. in L. 148/2011), prevedendo espressamente che negli organi indicati nella norma per l’esame delle questioni disciplinari entrino a far parte anche membri non iscritti agli albi e, limitatamente ai consigli locali, iscritti ad albi diversi da quello territoriale di competenza;
  3. la limitazione dei poteri dei Consigli degli ordini alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, senza alcuna necessità di autorizzazioni o riconoscimenti preventivi, prevedendo forme di auto-dichiarazione da parte degli organizzatori con meri controlli a campione;
  4. l'eliminazione della funzione di controllo, da parte degli ordini professionali, sulla trasparenza e veridicità dei messaggi pubblicitari veicolati dai professionisti da attuarsi intervenendo sull’art. 2, co. 1, lett. b) del D.L. 233/2006 (conv. in L. 248/2006).
Clicca qui per scaricare il bollettino edizione speciale del 9 gennaio 2012
Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Gennaio 2012 14:17
 

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