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Il Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha reso nota una sentenza del Tar del Veneto che si è pronunciato su un ricorso dell’Ordine degli Ingegneri di Verona. Questa stabilisce che le opere cimiteriali sono di competenza degli ingegneri e non possono essere affidate, come nel caso in questione, a tecnici diplomati. La sentenza chiarisce anche più in generale i limiti delle competenze dei geometri in materia di progettazione e direzione dei lavori di opere edili.
Anche le opere cimiteriali sono di competenza degli ingegneri. Lo rende noto il Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri sulla base di sentenza del Tar del Veneto, segnalata dall’Ordine degli Ingegneri di Verona. Quest’ultimo aveva presentato ricorso contro una delibera del Comune di Sona che aveva affidato ad un tecnico diplomato la progettazione e la realizzazione
dei lavori di realizzazione di nuovi loculi presso il cimitero di Lugagnano. Tali loculi erano manufatti prefabbricati monoblocco da inserire all’interno di una struttura già esistente e protetta da una tettoia.
Il Tar del Veneto ha stabilito che le opere relative ai cimiteri sono “opere riguardanti la pubblica igiene” e che “in giurisprudenza la progettazione delle opere viarie, idrauliche ed igieniche che non siano strettamente connesse con i singoli fabbricati è di pertinenza esclusiva degli ingegneri”. Chiarisce, inoltre che la competenza professionale dei geometri in materia di progettazione e direzione dei lavori di opere edili riguarda le costruzioni in cemento armato solo relativamente ad opere con destinazione agricola che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per l’incolumità delle persone. Al
contrario, per le costruzioni civili che adottino strutture in cemento armato, sia pure di modeste dimensioni ogni competenza è riservata ad ingegneri ed architetti.

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