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L’autonomia di peritus peritorum del giudice, consente di poter aderire o meno alle conclusioni della relazione peritale dell’ausiliario da lui nominato.

Non è escluso, invero, che per giungere alle conclusioni del proprio lavoro il magistrato possa far uso delle proprie cognizione e conoscenze tecniche. Difatti il giudice di merito ha la facoltà, non l’obbligo, di ricorrere al parere di un consulente, ben potendo avvalersi delle proprie conoscenze tecniche e dell’esperienza personale. (Cass. 15/7/1963 n. 1922).
La consulenza offre al giudice la possibilità di ricevere cognizioni in materia tecnica di cui il magistrato non abbia particolare conoscenza, senza, però, escludere che egli possa prescindere da tale ausilio, procurandosi altrimenti le cognizioni necessarie; ciò risulta dallo stesso articolo 61 c.p.c., che lascia al prudente avviso del giudice la decisione sulla necessità di disporre una consulenza tecnica, in relazione alle prove già raccolte.

 

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