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Per il consulente l’eventuale chiamata successiva al deposito della relazione peritale deve essere valutate nell’indirizzo di comprendere se trattasi di

semplice richiestadi precisazione relativa alla risposta al quesito — ed in tal caso si parla di chiarimenti — o se invece la richiesta
riguardi aspetti nuovi e diversi dall’oggetto dell’originario incarico — per cui si parlerà di supplemento.
Se si tratta di chiarire, attraverso approfondimenti, precisazioni, delucidazioni di circostanze, fatti e condizioni già trattati nell’elaborato peritale depositato e non implicanti l’acquisizione di nuovi dati o elementi di valutazione, l’esperto del giudice non dovrà dare comunicazione della sue attività .
Nella ipotesi, invece, che al consulente siano chieste l’analisi e l’accertamento di nuovi e diversi fatti implicanti ulteriori studi, analisi e valutazioni, questi deve dare avviso alle parti delle proprie attività nelle forma previste dalla norma.

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