Proposta da un collega CTU,- Sono già 20 anni circa che svolgo l'attività di CTU per il Tribunale ed adesso anche per la Corte d'Appello. Ultimamente, ma già da un paio d'anni, sono sempre più i casi in cui si deve ricorrere all'avvocato per recuperare il saldo dei lavori svolti e depositati.Il mio pensiero si trova pienamente in linea con quanto scritto dal collega Di Toro ove suggerisce il versamento di una somma sufficientemente congrua a fronte delle spese della CTU.

Parlando con alcuni avvocati mi sono sentito dire che così facendo si limiterebbe il diritto alla via legale solo a chi può permetterselo escludendo i meno abbienti.
Ritengo che la via più giusta, da dover seguire ogni qualvolta una delle parti richieda una CTU o un ATP, possa essere la seguente: 

1° per chi può permetterselo, versare una somma a garanzia di detto adempimento di giustizia;
2° per chi non ha molte risorse economiche, sottoscrivere una polizza fidejussoria bancaria o assicurativa, del costo non eccessivo e quindi sostenibile se il contraente è solvibile (in caso contrario è meglio non fare la CTU);
3° per chi non ha alcuna possibilità economica, la legge prevede il gratuito patrocinio. 

Ritengo inoltre che prima del deposito definitivo della Relazione, il Giudicante debba emettere il decreto di liquidazione ed il CTU debba essere saldato e soltanto in seguito si deposita il lavoro svolto.
Ci si trova spesso ad avere a carico delle spese vive oltreché la responsabilità dell’operato (timbro e firma) senza aver percepito quanto spettante.
Un saluto a tutti i colleghi CTU

Geom. Gavino Zazzu