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Il cancelliere, nell'ordinamento giudiziario italiano, è un funzionario pubblico ausiliario della Funzione giurisdizionale ordinaria esercitata dalla magistratura ordinaria magistrati italiani, addetto alla cancelleria, istituita presso ciascun ufficio giudiziario (Corte suprema di cassazione, corte d'appello, tribunale o ufficio del giudice di pace) ai sensi dell'ordinamento giudiziario italiano.[1]

Dal 2002 al 2013, il Ministero della giustizia ha bandito concorsi pubblici per n. 1.953 posti da magistrato e per soli n. 36 posti di cancelliere e funzionari giudiziari, benché questi svolgano attività dirette ad integrare la Giurisdizione stessa. Nel linguaggio parlato e, più di recente, anche in alcuni provvedimenti normativi di rango secondario si sta diffondendo il ricorso al termine "amministrativo" per definire il personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, nonostante il predetto personale non svolga, se non in via del tutto residuale, compiti riconducibili all'ambito tecnicamente individuabile come "amministrativo". Si tratta, invero, di una mera semplificazione linguistica dettata dall'erroneo, quanto grossolano, tentativo di voler distinguere l'attività propria del Giudice, lo ius dicere, dal resto degli adempimenti riservati al cancelliere e al rimanente personale giudiziario. In tal modo, si trascura l'idea del Servizio Giustizia complessivamente inteso e non parcellizzabile, come pregiudizialmente avviene, in base alle specifiche categorie di funzionari pubblici chiamati ad assicurare, ognuno secondo il proprio Ordinamento e le proprie peculiarità, l'esercizio effettivo dell'attività giudiziaria.

Evoluzione storica

Nell'antica Roma i cancellarii (così detti perché posti al cancellus, la barriera che separava il giudice in udienza dal pubblico) o notarii, tratti dall'ordine equestre, avevavo il compito di coadiuvare il giudice. Prima di loro si ha notizia di scribae e di tabularii, il cui compito era però limitato all'attività di scrivano.

In epoca comunale funzioni simili a quelle dell'attuale cancelliere erano svolte dai maestri d'atti o maestri notari. In seguito tali funzioni furono attribuite in alcuni stati italiani a funzionari denominati cancellieri; nello Stato Pontificio e nel Regno di Napoli costoro giunsero alla vera e propria partecipazione all'esercizio della giurisdizione.

La prima disciplina della figura del cancelliere e del segretario giudiziario dell'Italia unita risale al regio decreto 6 dicembre 1865, n. 2626. All'epoca l'ammissione al concorso per il grado iniziale della carriera (vicecancelliere) non era subordinata al possesso di alcun titolo di studio, ma l'ingresso in carriera era subordinato al superamento di un esame di cultura generale. Il cancelliere era remunerato in parte con una retribuzione pagata dallo Stato e in parte con diritti di cancelleria, pagati dagli utenti per il rilascio di copie, e percentuali sulle somme riscosse a favore dello Stato.

 

 

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